La certificazione energetica degli edifici

La certificazione energetica degli edifici

Una misura volta alla tutela dell’ambiente sia per porre un freno all’uso delle risorse naturali sia per fronteggiare le emissioni nocive nell’atmosfera. Il suo nome è Certificazione energetica degli edifici ed è una procedura sorta per migliorare appunto il rendimento energetico degli immobili, grazie alle informazioni fornite dai proprietari e dagli inquilini circa i consumi per mantenere un determinato clima al suo interno.

Una prassi ormai consolidata nel nostro Paese che vede il certificatore quale unico tecnico abilitato per legge alla compilazione dell’Ace (o Ape), ovvero l’attestato di certificazione energetica. Si tratta di una sorta di “patente” che testimonia la classe di consumo di una casa o di un immobile. I dati presi in considerazione per la compilazione dell’Ace sono quelli relativi all’uso degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda sanitaria: i parametri vengono registrati e l’immobile viene inquadrato in una scala di efficienza energetica che va da G (la meno efficiente) ad A (la più efficiente).

Gli edifici in classe G presentano elevati consumi energetici; quelli in classe C rispettano le normative ma hanno bisogno di interventi per ridurre il dispendio energetico e gli immobili in classe A sono quelli con elevata efficienza energetica in quanto vantano impianti di climatizzazione e riscaldamento di basso consumo. Presente, inoltre, al loro interno un ottimo isolamento termico. Una volta compilata la documentazione, il certificatore può anche dare consigli per ottimizzare le prestazioni della casa in questione. Ogni inquilino o proprietario di casa può scegliere un certificatore dai registri istituiti dalle Regioni o dalle Province autonome.

L’elenco non è obbligatorio e in assenza è possibile rivolgersi agli ordini professionali. Ma com’è fatto un attestato di certificazione energetica? Su questo documento, suddiviso in due pagine, sono riportati i dati identificativi dell’immobile (indirizzo, estremi catastali), i dati relativi alle prestazioni energetiche e per gli edifici esistenti una serie di suggerimenti utili ed economicamente convenienti per il miglioramento delle prestazione energetica. Uno strumento utile anche per individuare quali interventi realizzare per raggiungere classi energetiche superiori ed una rivalutazione economica dell’edificio. L’Attestato di Certificazione Energetica è obbligatorio dal primo gennaio 2012: nell’inserzione devono obbligatoriamente essere segnati la classe energetica e l’indice di prestazione energetica (EPI) dell’immobile oggetto di vendita.

L’Attestato di Certificazione Energetica era già obbligatorio dal 2009, ma era richiesto solo al momento dell’atto notarile o della stipula del contratto di locazione; oggi invece viene anticipato così da poter offrire al potenziale acquirente un’idea delle prestazioni dell’immobile inserzionato. La durata dell’Ace è di 10 anni con decorrenza dalla data di invio che viene riportata in chiaro anche sul documento in modo tale che l’utente finale possa in qualsiasi momenti conoscere la scadenza del proprio certificato.

È bene ricordare, però, che se nel corso dei 10 anni sono state apportate delle modifiche energetiche o l’immobile ha subito cambi di destinazione d’uso, la Certificazione Energetica decade. In questi casi, infatti, è necessario eseguire un nuovo sopralluogo e richiedere nuovamente l’ACE (o Ape) che tenga conto delle modifiche eseguite. Chi volesse approfondire la tematica, consigliamo un’attenta lettura della guida alla certificazione energetica degli edifici.

di Tiziana Casciaro



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